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Casmene
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mwdaCasmene (in mwdqgreco antico Κασμέναι mwdgKasménai; in mwdwlatino mweaCasmenae) fu una mweqcolonia greca, più precisamente mwegsiracusana, fondata nel mwew644 a.C. circa nell'immediato entroterra, in una posizione strategica per il controllo della mwfaSicilia centrale, e utilizzata come avamposto militare sulla via interna chiamata mwfqSelinuntina, che da Siracusa portava a mwfgSelinunte.
È stata riportata alla luce agli inizi del mwgaXX secolo da mwgqPaolo Orsi, essendo stato il sito con ogni probabilità identificato in corrispondenza del mwggMonte Casale (820 m s.l.m.), sul territorio dei comuni di mwgwBuscemi e mwhaGiarratana, antico apparato vulcanico spento da millenni nei pressi di mwhqMonte Lauro.
Contents
• Note
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Origini storiche
Esistono numerosissime notizie che la vedono protagonista che di storico hanno ben poco, addirittura corredate da materiali falsi; proprio per questo motivo si preferisce fare riferimento all'unico storico più vicino ai fatti: mwkaTucidide.
Gli avvenimenti più attendibili sono i seguenti; forse nel mwkg553 a.C. combatté insieme a Siracusa contro mwkwKamarina ed i mwlaSiculi; inoltre vi furono esiliati alcuni siracusani, poi ricondotti da mwlqGelone nel mwlg485 a.C. a Siracusa; mwlwDione, sbarcato a mwmaEraclea Minoa, vi raccolse truppe contro Siracusa.
La città venne abbandonata verso la fine del mwmgIV secolo a.C., con la graduale decadenza siracusana, e quindi la relativa mancanza di frequentazione del sito.
A sud dell'antica Casmene, sorgeva quella che adesso viene chiamata "Terravecchia", erede della stessa Casmene, l'antica terra dove sorgeva mwnaGiarratana (mwnqJarratana), che venne abbandonata dai suoi abitanti dopo il mwngterremoto del 1693.
Reperti archeologici
Le cinta murarie della città, importanti per la sua funzione strategica e militare e lunghe 3.400 m, si sono conservate sparse attraverso i secoli come il suo impianto urbanistico alquanto singolare, composto solo da strade parallele (38 esattamente) tutte in direzione Nord-Sud. Tali cinta murariecite-ref-1[1] erano intervallate da torri rettangolari per proteggere l'abitato. Tutto fa supporre che Casmene (Kasmenai) sia un aggregato di quartieri, proprio perché il suo nome è espresso al plurale in greco. Da quest'area provengono frecce, pugnali, lance e giavellotti, mentre ancora emergono dalla terra i blocchi di mwqqbasalto che costituivano gli antichi mulini del tempo.
Criticità
Il sito di Casmene è ancora oggi poco conosciuto, sia da un punto di vista archeologico, per cui si è scavato ancora molto poco e sia da un punto di vista turistico. Questa antica città non è visitabile e non è prevista alcuna forma di valorizzazione. Inoltre la mancanza di fondi e di controllo ha reso le recinzioni cadenti, mentre al suo interno sono passati più volte i tombaroli alla ricerca di tesori e reperti.
Note
cite-note-11. ↑ mwua(mwuqmwugEN) mwuwmwvaCasmenae arcaic polygonal wall defensive by diegobarucco - 3D model. mwvqURL consultato l'8 gennaio 2018.
cite-note-22. ↑ mwwqmwwgmwwwKasmenai, archaic temple by diegobarucco - 3D model, su mwxaSketchfab. mwxqURL consultato il 20 ottobre 2016.
Bibliografia
• mwyqTucidide, mwygLa guerra del Peloponneso
• Istituto Geografico de Agostini, mwzaSicilia archeologica
• mwzgFabio Copani, Acre e Casmene. L'espansione siracusana sui Monti Iblei, in In: G. Zanetto, M. Ornaghi (a cura di), Argumanta antiquitatis, Milano 2009, p. 11-21. URL consultato il 13 gennaio 2018.
• mwaaDonatella Erdas, Forme di stanziamento militare nel mondo greco e organizzazione del territorio: i casi di Casmene e Brea. URL consultato il 13 gennaio 2018.
Voci correlate
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Casmene
Collegamenti esterni
• citereftreccani-casmeneCasmene, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• mwdgGiacomo Giampiccolo, CASMENE: KASMENAI - BENVENUTO NELLA TERRA IBLEA, su terraiblea.it. URL consultato il 13 gennaio 2018 (archiviato dall'url originale il 14 gennaio 2018).
• mweaCasmene, su hermes-sicily.blogspot.it. URL consultato il 13 gennaio 2018.